Team Fix-Book · NETFIX, laboratorio di riparazioni a Cantù, Apple Independent Repair Provider dal 2022
Pubblicato il aggiornato il 5 min di lettura
Il prezzo che dici al cliente nei primi minuti diventa un impegno: se lo sbagli in basso ci lavori gratis, se lo sbagli in alto il cliente va dal negozio accanto. Per non andare a occhio, il conto va fatto con tutte le voci, anche quelle che non si vedono.
Le voci del prezzo
Nel prezzo di una riparazione non ci sono solo il ricambio e la manodopera: le voci sono cinque.
Le prime quattro sono costi. Il margine è quello che resta a te, e si mette per ultimo.
Il ricambio si conta al costo medio
Il costo del ricambio non è quello dell’ultima fattura, ma la media di quelli che hai in magazzino. Se hai comprato cinque schermi a 88,00 € e tre a 96,00 €, lo schermo ti costa in media 91,00 €. Fare i preventivi sull’ultimo prezzo, alto o basso che sia, sfasa tutti i conti.
Aggiungi la spedizione divisa sui pezzi (18,00 € di corriere su venti ricambi fanno 0,90 € a pezzo) e una parte per i pezzi che si rompono mentre li monti o che arrivano già difettosi.
In Fix-Book il magazzino (piani Pro e Business) tiene lo storico dei prezzi d’acquisto di ogni ricambio, così il costo medio lo ricavi dalle fatture vere e non dalla memoria: magazzino ricambi.
Il tempo va contato tutto
Il tempo di una riparazione non è solo quello col telefono aperto. Ci sono l’accettazione col cliente, la ricerca del pezzo, le prove dopo il montaggio (touch, fotocamere, microfono, sensori, rete), la chiusura del ticket e la riconsegna. Un cambio di schermo da mezz’ora di lavoro può occuparti più di un’ora in tutto.
Il tempo si paga con una tariffa oraria che tenga dentro tutti i costi fissi del mese: affitto, utenze, assicurazione, software, contributi e il tuo stipendio, divisi per le ore che passi davvero sulle riparazioni.
Per sapere quanto ci metti, misuralo per una settimana. In Fix-Book la cronologia di ogni ticket segna l’ora di ogni passaggio, dall’accettazione alla consegna.
La garanzia: quello che torna indietro
Una parte delle riparazioni torna: lo schermo che si scolla, la batteria che dopo qualche mese tiene meno. Quanto torna dipende dal tipo di ricambio e dal fornitore, e l’unico numero che conta è il tuo: quante riparazioni di quel tipo ti sono tornate in garanzia negli ultimi mesi.
Il costo della garanzia è il costo del ricambio per la percentuale di ritorni. Mettiamo che su uno schermo da 91,00 € ti torni il 4% dei lavori: sono 3,64 € da mettere in ogni preventivo di quel tipo, più il tempo per rifare il lavoro. Se non li metti, li paga il margine.
Il rischio di rompere qualcos’altro
Su alcune riparazioni c’è una probabilità concreta di danneggiare un altro pezzo: il vetro posteriore che si crepa aprendo un telefono incollato, il flat del Face ID nel passaggio dello schermo, il sensore della fotocamera. Due modi per gestirlo, meglio se insieme:
- dirlo al cliente prima e scriverlo nel preventivo, con la cifra: «se durante l’apertura si danneggia il vetro posteriore, la sostituzione costa tot»;
- mettere nel prezzo un piccolo premio di rischio: la probabilità del danno per quanto costa rimediare. Con un rischio del 5% su un danno che ti costa 50,00 € tra pezzo e lavoro, sono 2,50 € su ogni riparazione di quel tipo.
L’IMEI prima del prezzo
Su un telefono che vale, prima di dare il prezzo controlla l’IMEI: se risulta rubato o smarrito, se è bloccato con l’account del proprietario, se è ancora in garanzia del produttore. Un blocco scoperto a riparazione finita è tempo perso, e a volte un telefono che non puoi riconsegnare com’era.
Poi guarda se è già passato da te. In Fix-Book, scrivendo o leggendo l’IMEI nel ticket nuovo, compaiono le riparazioni precedenti dello stesso telefono: se lo schermo l’hai già cambiato tu qualche mese fa, il preventivo cambia.
Un esempio con i numeri
Un cambio di schermo con un ricambio compatibile di buona qualità. I numeri sono d’esempio: al loro posto metti i tuoi.
| Voce | Come si calcola | Importo |
|---|---|---|
| Ricambio | costo medio in magazzino | 91,00 € |
| Spedizione | corriere diviso sui pezzi | 0,90 € |
| Tempo | 50 minuti a 36,00 € l’ora | 30,00 € |
| Garanzia | 4% di 91,00 € | 3,64 € |
| Rischio | 3% di 28,00 € (flat del Face ID) | 0,84 € |
| Costo | somma delle voci | 126,38 € |
| Margine | 25% del costo | 31,60 € |
| Prezzo senza IVA | costo più margine | 157,98 € |
| IVA | 22% | 34,76 € |
| Prezzo al cliente | 192,74 €, arrotondato | 195,00 € |
Se avessi fatto il prezzo sul solo ricambio più mezz’ora di lavoro, ti sarebbe sembrato di guadagnare bene; con tutte le voci dentro vedi quanto resta davvero.
Quando il preventivo non si può fare subito
Un telefono che non si accende può avere la batteria da cambiare come un guasto sulla scheda madre, e tra le due riparazioni la differenza di prezzo è enorme. In questi casi si propone una diagnosi a pagamento, da scalare dal prezzo se il cliente accetta la riparazione. La direttiva europea sul diritto alla riparazione lo prevede: se serve una diagnosi per capire il difetto e fare il prezzo, il riparatore può farla pagare, dicendo prima al cliente quanto costa (direttiva (UE) 2024/1799, art. 4, par. 3).
Come scriverlo, e cosa mettere nel preventivo quando il cliente dice di no, è nella guida al preventivo di riparazione.
Il margine minimo e quando rivedere i prezzi
Decidi una soglia di margine sotto la quale una riparazione non la accetti, o la accetti sapendo che ci guadagni poco. Poi, una volta al mese, rivedi i prezzi delle riparazioni che fai più spesso: i ricambi cambiano prezzo, e il listino appeso in negozio resta com’era.
In Fix-Book i report (piani Pro e Business) ti danno conto economico, incassi e uscite, con l’export in Excel per fare i tuoi conti. E il conto finale deve essere quello del preventivo: se a lavoro finito aggiungi voci, il cliente se lo ricorda più del prezzo.