Diritto alla riparazione 2026: cosa cambia per chi ripara telefoni

Team Fix-Book · NETFIX, laboratorio di riparazioni a Cantù, Apple Independent Repair Provider dal 2022

Pubblicato il aggiornato il 9 min di lettura

Dietro il «diritto alla riparazione» ci sono più regole europee, arrivate in anni diversi: un regolamento che dice come vanno progettati smartphone e tablet, una direttiva sui diritti di chi fa riparare, un regolamento sulle batterie. Qui le trovi in ordine di data, ciascuna con l’atto e l’articolo da cui viene, e con quello che cambia per un laboratorio o un negozio che ripara telefoni.

Le date da segnare

Le date del diritto alla riparazione e gli atti da cui vengono
DataCosa succedeAtto
20 giugno 2025Smartphone e tablet: ricambi, informazioni di riparazione e aggiornamenti per anni; etichetta con la classe di riparabilitàRegolamento (UE) 2023/1670, art. 10; regolamento delegato (UE) 2023/1669, art. 8
31 luglio 2026Gli Stati applicano la direttiva sul diritto alla riparazioneDirettiva (UE) 2024/1799, art. 22
16 settembre 2026Il Consiglio dei ministri approva in via definitiva il decreto italiano che la attuaComunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 189
18 febbraio 2027Batterie portatili che l’utente può togliere e cambiare da soloRegolamento (UE) 2023/1542, art. 11 e art. 96
31 luglio 2027Il sito europeo per trovare un riparatore e quelli nazionaliDirettiva (UE) 2024/1799, art. 7

Dal 20 giugno 2025: smartphone e tablet fatti per essere riparati

Il regolamento (UE) 2023/1670 sulla progettazione ecocompatibile si applica dal 20 giugno 2025 (art. 10) ai telefoni e ai tablet messi in commercio da quella data. Per il regolamento sei un «riparatore professionista» se ripari telefoni per lavoro, come servizio o per rivenderli (allegato I). Queste sono le regole che ti toccano di più, dall’allegato II, parte B, quella degli smartphone:

  • Ricambi per 7 anni. Il fabbricante deve tenere disponibili i ricambi per almeno 7 anni dopo che l’ultimo telefono di quel modello è stato messo in commercio. Batteria, fotocamere, porta di ricarica, tasti, microfoni e altoparlanti vanno ai riparatori professionisti; batteria, copertura posteriore, schermo e carrello della SIM anche a chi il telefono lo usa.
  • Consegna in 5 o 10 giorni lavorativi. Entro 5 giorni lavorativi dall’ordine nei primi cinque anni, entro 10 negli ultimi due.
  • Prezzi dei ricambi in chiaro. Il prezzo indicativo di ogni ricambio, senza imposte, deve stare sul sito del fabbricante.
  • Informazioni di riparazione. Vista esplosa, schemi elettrici, codici di errore e istruzioni, per almeno 7 anni. Il fabbricante può chiedere una registrazione, che è gratuita; per accettarla può chiederti solo di dimostrare la competenza tecnica e di avere un’assicurazione per la tua attività, e deve risponderti entro cinque giorni lavorativi. Per l’accesso alle informazioni può chiedere un compenso ragionevole.
  • Pezzi abbinati al telefono. Se un ricambio va abbinato al telefono via software (le «parti serializzate»), il fabbricante deve dare ai riparatori professionisti l’accesso ai programmi e al firmware che servono, entro tre giorni lavorativi dalla richiesta.
  • Batteria. Deve reggere almeno 800 cicli restando all’80% della capacità. Il telefono deve mostrare a chi lo usa la data di fabbricazione della batteria, i cicli fatti e lo stato di salute. La batteria deve poterla cambiare anche l’utente, salvo che dopo 500 cicli resti almeno all’83%, dopo 1.000 cicli almeno all’80% e il telefono sia protetto dall’immersione in acqua: in quel caso può essere venduta solo ai riparatori professionisti.
  • Aggiornamenti. Per almeno 5 anni dopo che l’ultimo telefono del modello è stato messo in commercio, gli aggiornamenti del sistema operativo che il fabbricante rilascia devono arrivare gratis a tutti i telefoni di quel modello.

L’etichetta con la classe di riparabilità

Dalla stessa data, ogni smartphone e tablet messo in commercio ha l’etichetta energetica europea. Oltre ai consumi riporta la classe di riparabilità da A a E, la resistenza alle cadute, la durata della batteria in cicli e la protezione da acqua e polvere (regolamento delegato (UE) 2023/1669, allegati II e III). Se vendi telefoni nuovi, in negozio l’etichetta va messa vicino al telefono, in modo che si capisca a quale modello si riferisce (art. 4). Per l’usato non vale: il regolamento sull’etichettatura energetica esclude i prodotti di seconda mano, salvo quelli importati da fuori UE (regolamento (UE) 2017/1369, art. 1).

La direttiva (UE) 2024/1799: cosa dice

È la direttiva sul diritto alla riparazione vera e propria, del 13 giugno 2024. Riguarda i guasti che si presentano fuori dalla garanzia legale del venditore (art. 1). Le parti che toccano un laboratorio:

  • Il fabbricante deve riparare. Per i prodotti per cui l’Unione ha fissato requisiti di riparabilità, e tra questi ci sono telefoni cellulari, telefoni cordless e tablet (allegato II), il fabbricante li ripara su richiesta del cliente anche fuori garanzia, gratis o a un prezzo ragionevole, in tempi ragionevoli. Può anche affidare la riparazione a un altro riparatore (art. 5, par. 1 e 2).
  • Niente ostacoli ai riparatori indipendenti. Il fabbricante non può usare clausole, hardware o software che impediscono la riparazione, salvo motivi legittimi e oggettivi come la tutela della proprietà intellettuale. In particolare non può impedire ai riparatori indipendenti di usare ricambi originali o usati, compatibili o stampati in 3D, se rispettano le norme, per esempio sulla sicurezza (art. 5, par. 6).
  • Una riparazione fatta da altri non è una scusa. Il fabbricante non può rifiutarsi di riparare un telefono solo perché qualcun altro ci ha già lavorato (art. 5, par. 7), e il cliente resta libero di scegliere il suo riparatore (art. 5, par. 8).
  • Ricambi e prezzi. I ricambi e gli attrezzi il fabbricante li vende a un prezzo ragionevole, che non scoraggi la riparazione, e pubblica su un sito libero i prezzi indicativi delle riparazioni normali (art. 5, par. 4 e 5).

Il modulo europeo di informazioni sulla riparazione

È un modulo che il riparatore può dare al cliente prima che si impegni: per il riparatore è facoltativo (art. 4, par. 1). Per il cliente è gratuito, ma se per compilarlo serve una diagnosi, la diagnosi si può far pagare, dicendo prima quanto costa (par. 2 e 3). Contiene il difetto, il tipo di riparazione, il prezzo o il modo di calcolarlo con un prezzo massimo, i tempi e la disponibilità di un telefono sostitutivo (par. 4). Le condizioni non si cambiano per 30 giorni, e se il cliente accetta entro quel periodo la riparazione si fa a quelle condizioni (par. 5). È molto simile a un buon preventivo scritto: come si fa un preventivo di riparazione.

La garanzia si allunga di 12 mesi se si ripara

La direttiva cambia anche la garanzia del venditore (direttiva (UE) 2019/771). Se un difetto coperto dalla garanzia si risolve con la riparazione, la responsabilità del venditore si allunga una volta di 12 mesi (nuovo art. 10, par. 2 bis), e prima di scegliere il rimedio il venditore deve dire al cliente che può scegliere tra riparazione e sostituzione e che la garanzia si allunga (nuovo art. 13, par. 2 bis). Vale per le vendite fatte dal 31 luglio 2026 (art. 21), e in Italia passa dal decreto di attuazione. Se vendi telefoni, riguarda anche te.

Il sito europeo per trovare un riparatore

La direttiva prevede una «piattaforma online europea per la riparazione» (art. 7): una ricerca per trovare riparatori per tipo di prodotto e per zona, con una mappa, i tempi e le condizioni di riparazione, e la possibilità di chiedere il modulo europeo a chi lo offre. La Commissione prepara la parte comune entro il 31 luglio 2027, e ogni Stato usa quella oppure un suo sito nazionale, operativo entro la stessa data. Per i clienti è gratuita, per i riparatori l’iscrizione è volontaria (art. 7, par. 5). Ogni Stato deve poi prendere almeno una misura per promuovere la riparazione (art. 13).

In Italia: il decreto di attuazione

La direttiva andava applicata dal 31 luglio 2026 (art. 22). In Italia lo schema di decreto legislativo è arrivato alla Camera il 9 luglio 2026 (atto del Governo n. 426), e il Consiglio dei ministri lo ha approvato in via definitiva il 16 settembre 2026 (comunicato stampa n. 189). Le regole italiane nel dettaglio, sanzioni comprese, sono quelle del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale: quando esce, vale quello.

Dal 18 febbraio 2027: batterie che si cambiano

Il regolamento (UE) 2023/1542 sulle batterie dice che chi mette in commercio prodotti con batterie portatili deve fare in modo che l’utente possa toglierle e sostituirle da solo, per tutta la vita del prodotto: con attrezzi che si trovano in commercio, senza attrezzi speciali o proprietari (a meno che non siano dati gratis col prodotto), senza calore e senza solventi (art. 11, par. 1). Si applica dal 18 febbraio 2027 (art. 96).

Nello stesso articolo: le batterie devono restare disponibili come ricambio, per i professionisti indipendenti e per chi usa il prodotto, per almeno cinque anni dopo l’ultimo pezzo del modello messo in commercio, a un prezzo ragionevole e non discriminatorio (par. 7); e il software non si può usare per impedire di montare una batteria compatibile (par. 8). Per smartphone e tablet restano anche le regole sulla batteria del regolamento ecodesign viste sopra.

Cosa cambia per un laboratorio

  • Sui telefoni messi in commercio dal 20 giugno 2025, ricambi e informazioni di riparazione del fabbricante arrivano anche a te, se ti registri come riparatore professionista: tieni pronta l’assicurazione.
  • Se un ricambio va abbinato al telefono via software, puoi chiedere l’accesso ai programmi che servono.
  • I clienti potranno trovarti sul sito europeo della riparazione, se ti iscrivi.
  • Il modulo europeo è facoltativo, ma un preventivo scritto con le stesse voci (prezzo, tempi, validità) è già una buona abitudine.
  • Se vendi telefoni nuovi, l’etichetta con la classe di riparabilità va esposta; e sulle vendite dal 31 luglio 2026, quando un cliente sceglie la riparazione in garanzia, la garanzia si allunga di un anno.

Le regole europee aprono l’accesso a ricambi e informazioni; la responsabilità della riparazione resta tua. Per questo conta sapere cosa hai fatto su ogni telefono: in Fix-Book ogni riparazione tiene i ricambi usati, e scrivendo l’IMEI ritrovi tutte le riparazioni precedenti dello stesso telefono: ticket e storico per IMEI.

Le fonti