Come aprire un laboratorio di riparazione cellulari

Team Fix-Book · NETFIX, laboratorio di riparazioni a Cantù, Apple Independent Repair Provider dal 2022

Pubblicato il aggiornato il 4 min di lettura

Un laboratorio che ripara telefoni, tablet e computer si può aprire anche piccolo: una stanza con la vetrina, una postazione di lavoro fatta bene, pochi ricambi scelti con giudizio. Qui trovi i passi in ordine, dalle pratiche alla prima riparazione consegnata. Se oltre a riparare vuoi vendere telefoni e accessori, guarda anche la checklist per aprire un negozio di telefonia.

Partita IVA, codice ATECO e SCIA

  • Partita IVA. Forfettario od ordinario lo scegli col commercialista; nel forfettario si sta fino a 85.000 € di ricavi l’anno.
  • Codice ATECO. Dal 1° aprile 2025 la riparazione di telefoni e tablet è il 95.10.21 (prima era il 95.12.01), quella di computer il 95.10.10 (prima 95.11.00). Se vendi anche telefoni e accessori si aggiunge il 47.40.20.
  • Camera di commercio e albo delle imprese artigiane. La riparazione è un’attività artigiana, e con l’albo arriva l’iscrizione alla gestione artigiani dell’INPS.
  • SCIA allo sportello unico del Comune (SUAP): puoi aprire dal giorno in cui la presenti.

Tasse, contributi e scelte fiscali sono spiegati nell’articolo sul codice ATECO, le tasse e la SCIA.

L’assicurazione

I telefoni dei clienti sono beni di altri che tieni tu: se si rompono mentre ci lavori, o spariscono con un furto, li ripaghi tu. Cerca una polizza di responsabilità civile che copra anche le cose dei clienti in custodia e quelle su cui stai lavorando: cosa deve coprire.

Serve anche per un’altra ragione. Per registrarti presso un fabbricante di smartphone e avere le sue informazioni di riparazione, ti può chiedere di dimostrare che hai un’assicurazione per la tua attività (regolamento (UE) 2023/1670, allegato II). Ne parliamo nell’articolo sul diritto alla riparazione.

La postazione di lavoro e l’attrezzatura

Per schermi, batterie, connettori di ricarica e vetri posteriori serve meno attrezzatura di quanto si pensi; per la microsaldatura sulla scheda madre ne serve molta di più, e servono le mani. La base:

  • stazione ad aria calda e saldatore;
  • microscopio, se lavori sulla scheda madre;
  • cacciaviti di precisione, leve e ventose per aprire;
  • tappetino e braccialetto antistatici;
  • multimetro e alimentatore regolabile;
  • lampada UV per le colle, se lavori sui vetri;
  • programmatore per trasferire i dati di schermo e batteria sugli iPhone;
  • aspiratore per i fumi di saldatura.

Luce buona e una sedia giusta non sono dettagli: in quella postazione ci passi la giornata.

Il primo magazzino di ricambi

Parti dai ricambi dei modelli che vedi di più in zona e ordina il resto quando serve. Meglio due o tre fornitori, per non restare senza quando uno ha finito il pezzo. E tieni nota di cosa torna in garanzia e da quale fornitore arrivava: dopo qualche mese è il dato che ti fa scegliere.

In Fix-Book i ricambi messi su una riparazione risultano impegnati sul ticket, e quelli che mancano finiscono nella lista degli ordini ricambi, con lo stato da ordinare, ordinato, arrivato; l’ordine al fornitore lo mandi tu. Magazzino e ordini sono nei piani Pro e Business: magazzino ricambi.

Il listino e i preventivi

Prima di aprire scrivi i prezzi delle riparazioni che farai più spesso (schermo, batteria, connettore di ricarica, vetro posteriore) sui modelli che vedi di più. Il prezzo deve coprire il ricambio, il tuo tempo, la garanzia e il rischio che qualcosa vada storto: il conto completo è in come stimare i costi di una riparazione.

Quello che non sta nel listino si decide con un preventivo scritto e firmato dal cliente: cosa scriverci e come farlo firmare.

Dal primo cliente

Ogni telefono che entra deve avere il suo ticket: cliente, IMEI, difetto, codice o sequenza di sblocco, accessori lasciati, firma. E il cliente che vuole sapere a che punto è deve poterlo vedere da solo, senza telefonarti.

In Fix-Book il ticket si apre scrivendo o leggendo l’IMEI, e se il telefono è già passato da te compare la riparazione precedente. Il cliente firma col dito sul tablet o sul suo telefono, e dal link o dal QR vede lo stato. Quando il telefono è pronto, WhatsApp si apre col messaggio già scritto e tu premi Invio: ticket e accettazione.

Prima di aprire compila anche la scheda del laboratorio su Google, con orari e foto vere.

Gli errori che si pagano di più

  • Non sapere quanto guadagni su ogni tipo di riparazione. Si lavora a sensazione, e ci si accorge tardi che su certi lavori si perde.
  • Un magazzino che nessuno conta. Pezzi ordinati due volte, altri che mancano proprio quando servono.
  • Il cliente che deve chiamare per sapere a che punto è. Tu perdi tempo, lui perde la pazienza.
  • Prezzi diversi a seconda di chi fa il preventivo. I clienti se ne accorgono, e lo scrivono nelle recensioni.
  • La garanzia senza niente di firmato. Quando il cliente contesta, è la tua parola contro la sua.
  • I dati su un solo computer. Se si rompe, perdi clienti, riparazioni e garanzie tutti insieme.